Il viola nella moda: un colore tra superstizione e regalità

L'artista Ultraviolet con vestito e ventaglio viola è davanti a una grande foto di Andy Warhol
Donna con grande foulard viola intenso al collo
Una bella tonalità di viola. – Immagine Gettyimages

Il colore viola, tra scaramanzia e spiritualità

Il viola è un colore particolare, o si ama o si odia. Alcuni pensano che sia un colore portatore di sventura, spesso associato alla penitenza, alla Quaresima o al lutto. È considerato così soprattutto negli ambienti teatrali, perché nell’antichità, specialmente nel Medioevo, in tempo di Quaresima gli spettacoli erano proibiti perché considerati un’occasione di divertimento, così gli attori in quel periodo restavano senza lavoro…e senza mangiare! Si dice che il colore viola sia addirittura così temuto dagli attori e dalle compagnie teatrali, da essere abolito dai costumi di scena, proprio per scaramanzia!

A dispetto di ogni superstizione, il viola è un colore che a me piace, come mi piace la maggior parte dei colori. Anzi, in fatto di moda, se ben abbinato, il viola è un bel colore!

Artisticamente è un colore detto “secondario”, perché si ottiene mescolando due colori primari: il blu, che rappresenta calma, raccoglimento, riflessione, e il rosso, che può rappresentare il sangue ma anche la passione, il fuoco e la vitalità. È definito un colore “freddo”, ma poiché il rosso fa parte della sua miscela, in base al dosaggio di quest’ultimo visivamente può virare a tonalità più calde.

Violette in un campo e sfumature di viola
Una bella immagine con fiori e sfumature viola – Immagine Gettyimages

Il viola è il colore dello Spirito, dona ispirazione e forza spirituale. Agisce sulla creatività, esprime energia allo stato puro; è l’unione tra Cielo e Terra, saggezza e amore, calma e passione. Nello spettro cromatico il viola segna il confine tra la luce visibile e la luce ultravioletta.

Il viola è il colore del settimo chakra; è il chakra situato sopra il cranio, e durante la meditazione si dice che proprio in questo punto si stabilisca l’unione tra il praticante e il divino.

Il Settimo chakra è ritenuto di colore viola
Il settimo chakra – Immagine Gettyimages

Il viola, l’oro dell’antichità

È il colore associato alla regalità: in tempi remoti il viola “porpora” era prodotto principalmente nelle città Fenicie, pregiatissimo era il “porpora di Tiro“. Questo popolo lo ricavava da piccole conchiglie chiamate Murici, che venivano prima raccolte in enormi quantità, in seguito veniva tolta loro una ghiandola detta “ghiandola mucosa“, che conteneva una sostanza vischiosa inizialmente di colore rosso sangue. Queste ghiandole venivano fatte macerare per circa dieci giorni in grandi vasche con acqua salata e riscaldata. Si otteneva così questa preziosissima tintura. Inizialmente aveva l’aspetto di un liquido trasparente; dopo essere nuovamente esposta alla luce del sole e all’aria, si innescava un effetto chimico “naturale” che faceva finalmente acquisire alla tintura il caratteristico colore “viola porpora”.

Una conchiglia di Murice da cui si ricavava il viola
Una conchiglia di Murice, da cui si ricavava il colore porpora – Immagine Alamy

Queste lavorazioni erano compiute in luoghi situati fuori dalla città, perché le vasche di macerazione dei molluschi emettevano un odore nauseante. Per ottenere pochi grammi di tintura, che bastavano appena a tingere un piccolo bordo di un vestito, servivano circa una decina di quintali di Murici. Gli archeologi hanno trovato montagne di resti di queste conchiglie nei paraggi dei siti di produzione di questa tintura.

Mercanti Fenici con la loro mercanzia in un porto
Mercanti Fenici espongono i loro prodotti in un porto – Immagine Gettyimages

I Fenici, esperti navigatori e abili commercianti, approdavano nei porti in tutto il Mediterraneo; il loro arrivo era atteso perché vendevano i loro manufatti, oggetti di gran pregio, chincaglierie, stoffe pregiate…tra queste, vi erano proprio i tessuti di colore viola porpora, ma questi ultimi non erano assolutamente alla portata di tutti: tutto il lavoro svolto per produrli faceva sì che fossero un prodotto dal prezzo esorbitante….si dice valessero più dell’oro. In effetti nell’antichità i tessuti più pregiati erano considerati una forma di “denaro”. Nell’antica Roma il viola era un colore riservato solo all’abbigliamento delle più alte cariche militari, politiche e dell’Imperatore. In seguito, gli abiti di questo colore furono limitati, come simbolo distintivo di regalità, esclusivamente all’Imperatore e alla sua famiglia.

Un Imperatore romano indossa una Toga Picta viola porpora
Immagine raffigurante un Imperatore romano vestito con una Toga Picta color porpora – immagine Alamy

Anche in ambiente ecclesiastico il “viola porpora” era utilizzato da alte personalità come i Cardinali. Così per molti secoli questo colore ha rappresentato uno status.

Il viola, oggi

Ai giorni nostri tutto è cambiato; dall’epoca della rivoluzione industriale ad oggi sono stati fatti passi da gigante, così le tecniche di colorazione e produzione dei tessuti sono totalmente cambiate, così tutte possiamo permetterci di possedere capi di abbigliamento di molteplici tonalità di viola, sempre che piaccia, e sempre che non siamo troppo superstiziose…!

Negli anni 60 del 1900, nel movimento artistico Surrealista, un’ eccentrica artista francese, Isabelle Collin Dufresne creò il suo “personaggio” basato proprio su questo colore. Musa ispiratrice di Salvador Dalí e di Andy Warhol, su consiglio di quest’ultimo adotto’ lo pseudonimo di Ultra Violet, indossando solo vestiti nelle tonalità del viola, e perfino una parrucca dello stesso colore.

L'artista Ultraviolet davanti a una foto di Andy Warhol
Isabelle Collin Dufresne, in arte Ultraviolet, nel 1994 all’apertura del museo dedicato a Andy Warhol, a Pittsburgh – Immagine Gettyimages

Abbiamo esplorato quindi il significato e la storia del viola, nel prossimo articolo vedremo i suoi vari abbinamenti per quanto riguarda i nostri outfits! A presto!

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